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antichi sapori

Questa volta sono un po’ in ritardo.

Volevo raccontare della manifestazione “Antichi sapori e ricchezze del bosco”, tenutasi a Montalto di Cessapalombo dal 30.9 all’8.10.

 

Per quelli che ancora non la conoscessero dirò che è l’occasione per rivisitare un piccolo borgo delle nostre terre dove è possibile ritrovare oggetti, racconti, personaggi ed usi di qualche decina di anni fa, riassaporando atmosfere che ormai abbiamo dimenticato.

 

Ormai sono diversi anni che la frequento e non ne sono ancora stanco.

 

I motivi sono tanti.

 

osteria

In primo luogo mi piace vedere con quanto entusiasmo tutta la comunità cessapalombese partecipa all’iniziativa (l’organizzazione è della locale pro-loco).

 

Infatti per questa come per altre iniziative locali si mobilitano svariate decine di volontari. In un comune di circa 5/600 abitanti è qualcosa di eccezionale.

Poi è bello passeggiare nel borgo fermandosi ogni tanto nel cortile di una casa che espone attrezzi e strumenti per me misteriosi quanto allo scopo e modalità di utilizzo.

 

Fortunatamente c’è quasi sempre un signore molto più grande e soprattutto molto più esperto di me, disponibilissimo e felice di dare spiegazioni e di rievocare qualche aneddoto dei suoi “tempi”.

 

Ho sempre pensato che perdere tali conoscenze, che la nostra futile società ormai considera inutili e senza importanza, sia uno degli sprechi più grandi del mondo. In passato ho partecipato alla nascita di iniziative che nei discorsi ricchi di retorica e delle sbandierate buone intenzioni dei promotori avrebbero dovuto tutelare e conservare proprio tali conoscenze, conservandole e consegnandole alle future generazioni.

 

Purtroppo l’ecomuseo (questo era il nome del progetto) è rimasto sulla carta e tutte le dichiarazioni di impegno e di realizzazione dei vari “attori” locali, come quasi sempre ho visto accadere, sono rimaste lettera morta,

In ogni caso grazie ad “Antichi sapori e ricchezze del bosco” si può ancora vedere come si fa il formaggio, si può respirare l’aroma unico della bollitura del mosto per la preparazione del “vino cotto”, si può assaggiare un bicchierino di “mistrà” di campagna che, con un distillatore degno degli anni ruggenti del proibizionismo americano, viene preparato in tempo reale.

 

A proposito, la cosa straordinaria di tutto l’agire dei nostri padri è che gli sprechi erano quasi inesistenti: il siero che era il sottoprodotto della produzione del formaggio veniva utilizzato per lavare le forme, fare la ricotta, alimentare i maiali. 

cacio
vino cotto

Il vino vecchio che non era ancora aceto veniva utilizzato per distillare il mistrà.

 

Esempi di questo tipo sono innumerevoli e debbono far riflettere sulla nostra società “moderna” che è la società dei consumi, degli sprechi, degli imballaggi e dell’inquinamento.

Specialità gastronomiche “rustiche” attendono a tutti gli angoli gli estimatori che apprezzano la fragranza della crescia preparata con farina di mais.

 

Le torte farcite di Fabiana fanno scoprire sapori inusitati in quelle che a noi, comuni mortali, sembrano semplici erbe.

 

La schietta cordialità di Patrizio condisce il tutto con un buon bicchiere di rosso fatto in casa.

Non è da dimenticare l’eccezionale cece locale e la produzione, attualmente allo stato amatoriale, del vero zafferano, che, credetemi, non ha nulla in comune con quello che acquistiamo nei supermercati, fatto con molte cose tra le quali lo zafferano appare una “casualità”.

 

A condire tutta questa sinfonia di suoni, colori, forme, odori c’è infine l’occasione speciale della passeggiata, giunta alla quinta edizione, de “Fra le fresche frasche – sulle tracce dei carbonai”.

amiche

Siamo nel Parco dei Sibillini, in una zona ancora sostanzialmente incontaminata e in un’area dove la produzione di un carbone di qualità rappresentava uno degli elementi portanti dell’economia locale.

La passeggiata che, a buon passo, dura circa quattro ore si inoltra nella macchia montana e segue un circuito con al centro l’area della manifestazione.

Ci sono buone salite ma … anche discese e lo spettacolo che offre la natura sicuramente ripaga della fatica che si fa.

 

Quest’anno Micaela ed io abbiamo avuto la fortuna di fare la passeggiata con una buona amica: Paola.

L’avevamo incontrata altre volte, in occasione di altri eventi locali e rievocazioni, ma non avevamo mai scambiato con lei più di un saluto o di qualche parola.

Questa volta, invece, abbiamo camminato insieme ed è stata una cosa estremamente piacevole: il tempo è volato.

Abbiamo fatto il “sentiero delle carbonaie”, dove una volta si preparava il carbone e dove oggi esistono tutta una serie di “stazioni” in cui vengono illustrate le specie vegetali esistenti e le varie fasi di preparazione della “ncotta”, ovvero il camino nel quale in assenza di ossigeno si faceva bruciare la legna per arrivare al prodotto finito.

ncotta
pastore

Abbiamo anche incontrato un simpatico “pastore” di vacche, ovviamente di razza marchigiana, che controllava un gruppo di bovini arricchito dalla presenza di un toro che con i suoi attributi ci ha reso evidente del perché il toro è stato sempre considerato un simbolo di forza.

toro
amiche1

La spontaneità e la vivacità della nostra amica ci hanno conquistati.

 

Debbo dire che in quest’occasione sono stato anche “fulminato” da una verità innegabile: le donne sono destinate a dominare il mondo!

 

Infatti ho notato che quando un uomo passeggia con un amico affronta un argomento lo esaurisce e quindi, in linea di massima, fa silenzio.

 

Le donne no! Micaela e Paola hanno parlato i-ni-nter-rot-ta-men-te per tutta la durata della passeggiata passando da un argomento all’altro con la facilità e la perizia di equilibriste di mestiere!

L’uomo non arriverà mai a tanto, le facoltà mentali dell’altro sesso sono decisamente superiori a quelle del genere maschile, è quindi chiaro che alla distanza è destinato a soccombere nella competizione per la supremazia!

Comunque abbiamo “vissuto” un tempo prezioso, che ci ha ricaricato e ci ha confermato la fortuna di vivere in una zona in cui i valori di solidarietà, spontaneità, modestia e giusta valutazione della sostanza delle cose sono ancora presenti.

 

Vorremmo che il maggior numero di persone possibile possa godere di questa fortuna e condividere il piacere di assaporare i veri valori della vita.

stazioni

 

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